Che tipo di consumatore sei?

Che tipo di consumatore sei?

Le scelte alimentari del consumatore in base a scelte di vita e abitudini

La scelta alimentare, dal punto di vista del comportamento del consumatore, è influenzata da una serie di fattori che riguardano i sensi, non strettamente collegati tra di loro.

Il consumatore può compiere questa scelta alimentare in diversi momenti: all’acquisto, alla preparazione, mentre serve, regala, conserva, mangia o pulisce il cibo. È perciò un processo complesso, che implica tante preferenze, influenze, aspettative ed attitudini.

I modelli che provengono dalla letteratura scientifica internazionale, analizzano i fattori che influenzano la scelta alimentare e le loro relazioni ma, nonostante prendano in considerazione fattori diversi, ci si rende conto che appartengono a tre ambiti fondamentali: il prodotto, il consumatore e il contesto.

La scelta però è anche influenzata dalla tipologia di dieta che il consumatore segue (vegetariana, vegana, a basso apporto calorico, mediterranea, ecc.) e da una serie di filosofie legate ai modelli di distribuzione del cibo (biologico, km0, funzionale, fairtrade, ecc.).

Anche l’etichetta è in grado di influenzare il comportamento di consumo, attraverso le informazioni che riporta: è proprio facendo leva su questi quattro aspetti (caratteristiche del prodotto, profilo del consumatore, contesto storico, informazioni in etichetta) che si è indagato sui modelli di comportamento del consumatore contemporaneo.

In questa indagine sono stati intervistati 382 consumatori ed è stata creata una cluster analysis, grazie alla quale è stato possibile individuare 4 modelli di comportamento nella scelta alimentare.

Modello 1: L’individualista.

L’Individualista basa le scelte alimentari su interessi personali prestando attenzione ai benefici oggettivi che il prodotto porta a sé stesso, come ad esempio la convenienza economica, come il prezzo o le politiche di sconto, oppure semplicemente l’umore al momento dell’acquisto. Ad esempio, in un giorno in cui l’individualista si sente particolarmente felice potrebbe essere maggiormente incline a scegliere un prodotto nuovo che non ha mai acquistato prima.
Nel gruppo degli Individualisti, c’è un’alta percentuale di donne, probabilmente perché questa categoria è solita porre molta attenzione alla convenienza economica, agli sconti o alle promozioni.

Modello 2: Il Buongustaio

Il Buongustaio basa la scelta di cibo sugli aspetti sensoriali, prestando attenzione alle emozioni che le caratteristiche del prodotto genera. Preferisce prodotti con un gusto migliore, un basso livello di conservanti, un prezzo che considera adatto alla qualità del prodotto acquistato. Ad esempio, il Buongustaio è disposto a pagare di più per un prodotto che soddisfa maggiormente i gusti personali.
La maggior parte dei Buongustai infatti non compra mai cibo pronto, probabilmente perché preferiscono preparare il cibo da soli per godere a pieno delle emozioni derivanti da questo rituale.

Modello 3: L’Ambientalista

L’Ambientalista basa la sua scelta di cibo sulla sostenibilità ambientale, prestando attenzione al rispetto della natura durante la fase di produzione e distribuzione, alla trasparenza del produttore, alla provenienza del cibo e ai benefici che il prodotto porta sulla salute. In altre parole questo tipo di consumatore prende in considerazione gli aspetti etici derivanti dalla sostenibilità ambientale. L’Ambientalista preferisce prodotti a km0 per ridurre l’impatto ambientale derivante dalla fase di consegna e prende in considerazione informazioni in etichetta che raccontano la sostenibilità del prodotto. Gli Ambientalisti, sono spesso giovani e con un livello di formazione alto e questo induce a pensare che le politiche educative circa la sostenibilità ambientale degli anni passati sono state efficaci e hanno migliorato la sensibilità su questi argomenti.

Modello 4: Il Salutista

Il Salutista basa le sue scelte sulle filosofie alimentari contemporanee, prestando attenzione a come viene trasformato il prodotto. Valuta se il prodotto è fair trade o se il livello di calorie contenute dal prodotto tutela la salute. Ad esempio, il Salutista potrebbe preferire l’acquisto di prodotti presso negozi fair trade, che rispettano la popolazione e i dipendenti durante la produzione. Tra i Salutisti, molti non comprano mai latte e derivati, probabilmente perché questo gruppo tiene in considerazione aspetti relativi all’intolleranza verso il lattosio, ampiamente diffusa nella società moderna.

Ognuno può riconoscersi in una o più di queste categorie e indirizzare la propria scelta sui prodotti che più garantiscono i propri bisogni.

Allo stesso tempo le aziende dovrebbero conoscere queste categorie per essere efficaci nelle strategie di marketing adatte ai gruppi di riferimento. Tra questi strumenti, sicuramente il progetto Good for You! può essere d’aiuto sia alle aziende che ai consumatori ad avere risposte alle domande che riguardano la scelta dei prodotti migliori da mettere in tavola.

Maria Elena Latino
Dip. Ingegneria dell’Innovazione
Research Fellow
Università del Salento
https://www.researchgate.net/profile/Maria_Latino

Il presente articolo divulgativo è sintesi dell’articolo scientifico: Corallo, A., Latino, M. E., Menegoli, M., & Spennato, A. (2019). A Survey to Discover Current Food Choice Behaviors. Sustainability, 11(18), 5041. Indexed by Scopus (Q2) and ISI (Q2).
interamente consultabile al link
https://www.mdpi.com/2071-1050/11/18/5041

 

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